L'inference AI: architetture, ottimizzazioni e sfide tecniche
Un'analisi approfondita delle tecniche di ottimizzazione per l'inference dei large language model, tra gestione della memoria, architetture eterogenee e strate…
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L'inference AI tra vincoli di memoria, eterogeneità hardware e nuove architetture
- Operational Intensity e Capacity Footprint: metriche per l'inference
- Le due fasi dell'inference LLM: prefill e decode
- Il collo di bottiglia della memoria nei workload agentic
- Architetture disaggregate e eterogeneità di sistema
- SambaNova e l'hot swapping dei modelli
- Strategie di batching: static, dynamic e continuous
- KV cache e tecniche di ottimizzazione
- Quantizzazione e compressione dei modelli
- Parallelismo multi-GPU
- MAGMA: architettura di memoria multi-grafo per agenti AI
- Metriche e monitoraggio dell'inference
- Considerazioni hardware e deployment
- Prospettive future
- Implicazioni e scenari
- Cosa monitorare
- Fonti
L'ascesa degli agenti AI ha modificato il panorama dei sistemi di calcolo. Studi recenti indicano che i data center su scala gigawatt saranno costruiti nei prossimi anni principalmente per supportare i carichi di lavoro AI. Secondo report di McKinsey e Morgan Stanley, l'inference per gli agenti AI diventerà il carico di lavoro dominante nei futuri data center AI, superando le fasi di training.
La transizione dai modelli generativi agli agenti AI comporta un cambio nei requisiti computazionali verso infrastrutture più agili. Mentre i chatbot operano su query lineari guidate dall'utente, gli agenti funzionano in modo autonomo: pianificano, ragionano ed eseguono workflow multi-step, concatenando modelli esperti per codice, matematica o scrittura creativa in tempo reale. Questo comportamento dinamico crea sfide per le infrastrutture tradizionali.
Operational Intensity e Capacity Footprint: metriche per l'inference
⬆ Torna suI ricercatori hanno definito due metriche chiave per caratterizzare il processo di inference di un agente AI: l'Operational Intensity (OI), ovvero il numero di operazioni eseguite per byte di dati spostati dalla DRAM, e il Capacity Footprint (CF), il numero di byte necessari per ogni richiesta dell'agente nella DRAM per la generazione LLM. Il prodotto tra batch size e CF definisce il requisito di capacità sulla DRAM.
Queste metriche si collegano al modello roofline classico e ai descrittori Model FLOPs Utilization (MFU) e Memory Bandwidth Utilization (MBU). Quando MBU è alto e MFU è basso, il sistema è limitato dalla banda di memoria; quando MFU è alto e MBU è basso, il sistema è limitato dal calcolo. Nella pratica, durante la generazione di token LLM, si possono osservare FLOPs bassi anche prima di raggiungere il limite di banda, indicando che il sistema può essere limitato da altri fattori non catturati dai modelli teorici esistenti.
La dimensione mancante è la capacità di memoria, fenomeno noto come "memory capacity wall". Il modello roofline esistente non cattura adeguatamente questo vincolo, che risulta essere un fattore limitante estremamente rilevante nell'inference degli agenti AI.
Le due fasi dell'inference LLM: prefill e decode
⬆ Torna suL'inference LLM comprende due fasi distinte all'interno di un'architettura transformer. La fase di prefill processa l'intero prompt in parallelo ed è compute-bound, mentre la fase di decode genera un token alla volta ed è memory-bound a causa del KV caching. Durante il prefill, l'utilizzo della memoria è dominato da attivazioni e pesi, ma è gestibile rispetto agli stadi successivi. Nel decode, il modello recupera le coppie chiave-valore cached e ne aggiunge di nuove per ogni token: la banda di memoria, non il calcolo, limita il throughput.
Per un modello 7B con 4.096 token e pesi in mezza precisione, il KV cache può richiedere circa 2 GB per batch. Analisi dettagliate della latenza mostrano che il tempo di inference include caricamento del modello, tokenizzazione, prefill del KV-cache, decode e processamento dell'output. Il caricamento del modello è un costo one-time ma diventa significativo quando si avviano frequentemente istanze.
Il collo di bottiglia della memoria nei workload agentic
⬆ Torna suWorkflow agentic come coding agent, web-use agent e computer-use agent mostrano un "effetto valanga": la lunghezza del contesto aumenta rapidamente a livelli ingestibili. Studi riportano una media di 20-30 interazioni per task. Un coding agent può vedere la lunghezza del contesto crescere fino a 300K token, con casi che superano 1M token, creando pressione immensa sulla capacità di memoria e risultando in OI basso a causa del pesante caricamento KV cache richiesto.
Il CF per la maggior parte dei workload agentic può superare la capacità di una singola scheda B200, mentre l'OI durante la fase di decode è estremamente basso. L'hardware passa la maggior parte del tempo a caricare da e scrivere verso la DRAM invece di eseguire calcoli utili. Questo crea un dilemma: servono più schede per il limite di CF, ma questo è inefficiente perché l'OI rimane sotto il valore ottimale.
Architetture disaggregate e eterogeneità di sistema
⬆ Torna suL'eterogeneità hardware è diventata parte chiave del cloud computing odierno. L'ottimizzazione dei workload orientati CPU ha portato all'adozione di acceleratori di rete come SmartNIC e unità di calcolo parallelo come GPU. Dopo il rilascio di ChatGPT, i workload AI sono stati prevalentemente ottimizzati per infrastrutture GPU-centriche.
Secondo i ricercatori, l'inference efficiente e scalabile per agenti AI su larga scala richiede eterogeneità più ampia a livello di sistema: tra calcolo, rete e memoria. La scalabilità futura impone pressioni senza precedenti su acceleratori, interconnect e sistemi di memoria. L'eterogeneità a livello di sistema richiederà integrazione coesa alla scala del data center.
Si ipotizza che il futuro dell'AI serving risieda in architetture disaggregate progettate per le fasi di prefill e decode. La roadmap NVIDIA include già chip solo-prefill come il Rubin CPX. Si anticipa l'emergere di più di due tipi di acceleratori di inference in un singolo sistema, con diverse proporzioni capacità-banda di memoria rispetto al calcolo.
SambaNova e l'hot swapping dei modelli
⬆ Torna suL'approccio standard per servire modelli multipli su GPU prevede il caricamento in High Bandwidth Memory. Quando un workload richiede un modello non caricato, il sistema deve scaricare quello corrente e recuperare il nuovo, processo misurato tradizionalmente in secondi. Anche con la modalità sleep L1 di vLLM, il risveglio di un piccolo modello richiede tra 0.1 e 0.8 secondi. Per modelli di reasoning grandi, il tempo di risveglio crea una latenza di 3-6 secondi.
SambaNova ha sviluppato Reconfigurable DataFlow Units (RDU) con un'architettura di memoria a tre livelli: SRAM on-chip, capacità HBM massiccia e fino a 24 TB di memoria DDR per rack. Questa architettura fornisce circa 10x banda superiore tra HBM e DDR rispetto alle architetture convenzionali. L'hot swapping esegue il cambio di modelli tra DDR e HBM in 60-90 millisecondi contro gli 800 millisecondi di vLLM, un miglioramento quasi 10x nella velocità di switching.
Strategie di batching: static, dynamic e continuous
⬆ Torna suIl batching combina multiple richieste di inference in un singolo passaggio GPU, ammortizzando overhead computazionale e di memoria. Lo static batching raggruppa richieste di lunghezza simile in un singolo batch, migliorando il throughput perché le moltiplicazioni matriciali operano su matrici più grandi con migliore utilizzo GPU. Tuttavia, soffre di head-of-line blocking: la richiesta più lunga ritarda tutte le altre.
Il dynamic batching permette a nuove richieste di entrare nel batch appena si libera spazio; le sequenze completate vengono rimosse e vengono generati token per nuove sequenze nello stesso batch. Framework come vLLM implementano questa strategia gestendo lo stato GPU e il KV cache per ogni sequenza. Quando un modello è diviso tra GPU usando pipeline parallelism, il micro-batching migliora l'utilizzo dividendo un batch in micro-batch più piccoli che attraversano gli stadi della pipeline simultaneamente.
KV cache e tecniche di ottimizzazione
⬆ Torna suIl KV cache memorizza le chiavi e i valori passati durante l'inference; gestirlo efficientemente attraverso PagedAttention, compressione e streaming è fondamentale per ridurre l'uso di memoria e la frammentazione. L'auto-attenzione dipende da tutti i token precedenti; ricalcolare chiavi e valori per ogni nuovo token sarebbe proibitivo. Il caching introduce overhead di memoria: la dimensione del KV cache cresce linearmente con la lunghezza della sequenza, numero di layer e numero di head.
L'allocazione statica della cache porta a frammentazione quando le lunghezze delle sequenze variano. PagedAttention divide il KV cache in blocchi di dimensione fissa e li memorizza non contiguamente nella memoria GPU; una tabella di indici mappa token a blocchi. Quando una sequenza termina, i suoi blocchi possono essere riciclati immediatamente da altre sequenze, minimizzando la frammentazione.
FlashAttention è un kernel GPU che riordina e fonde le operazioni per massimizzare l'uso della memoria on-chip; calcola l'attenzione tiling le matrici Q/K/V e riducendo letture/scritture di memoria. FlashInfer costruisce su FlashAttention con formati KV cache block-sparse, compilazione JIT e scheduling load-balanced. I benchmark mostrano che FlashInfer riduce la latenza inter-token del 29-69% e la latenza long-context del 28-30%.
Quantizzazione e compressione dei modelli
⬆ Torna suLa quantizzazione converte dati continui o ad alta precisione in dati discreti o a bassa precisione; riduce spazio di archiviazione, tempo di processamento o complessità computazionale in cambio di riduzioni minori nella precisione. Il rilascio di NVFP4 da NVIDIA e il supporto nativo GPT-OSS per questo formato confermano questa tendenza. Con l'inference a 4-bit ampiamente esplorata, si discute quanto ulteriore miglioramento sia possibile. La quantizzazione asimmetrica potrebbe permettere di raggiungere l'era dei 2-bit.
Il pruning rimuove pesi non necessari o meno importanti dalle reti neurali, riducendo dimensione del modello e complessità computazionale. Queste tecniche devono bilanciare efficienza e accuratezza: semplificare i modelli accelera l'inference ma può impattare le prestazioni.
Parallelismo multi-GPU
⬆ Torna suSingole GPU possono non avere memoria sufficiente per ospitare un modello grande; dividere il modello tra GPU multiple permette di superare il footprint di memoria di un singolo dispositivo. Il pipeline parallelism divide il modello in stadi e assegna ogni stadio a una GPU diversa. Ogni micro-batch si muove sequenzialmente attraverso questi stadi; mentre una GPU processa il micro-batch i, un'altra può iniziare a processare il micro-batch i+1.
Il tensor parallelism frammenta i calcoli all'interno di un layer tra GPU multiple: le moltiplicazioni matriciali sono divise orizzontalmente o verticalmente. Questo approccio richiede sincronizzazione per operazioni come softmax, layer normalization e dropout, quindi l'overhead di comunicazione può diventare significativo. Nella pratica, i grandi LLM usano spesso strategie ibride combinando pipeline e tensor parallelism.
MAGMA: architettura di memoria multi-grafo per agenti AI
⬆ Torna suI large language model hanno un problema di memoria: possono processare migliaia di token ma faticano a recuperare informazioni da conversazioni precedenti o a rispondere a domande sul perché qualcosa sia successo. Ricercatori dell'Università del Texas a Dallas e dell'Università della Florida hanno sviluppato MAGMA (Multi-Graph based Agentic Memory Architecture).
Invece di trattare la memoria come un database flat, MAGMA mantiene quattro grafi distinti ma interconnessi: il grafo temporale crea una timeline immutabile di eventi; il grafo causale mappa relazioni causa-effetto; il grafo delle entità traccia persone, luoghi e oggetti nel tempo; il grafo semantico gestisce la similarità concettuale. Quando si pone una domanda, MAGMA classifica l'intento: una domanda "perché" attiva pesi alti per gli archi causali, una domanda "quando" priorizza la backbone temporale.
Sul benchmark LoCoMo per reasoning a lungo termine, MAGMA ha raggiunto il 70% di accuratezza, superando i sistemi esistenti con margini tra 18.6% e 45.5%. Ha anche raggiunto la latenza di query più bassa (1.47 secondi) tra tutti i sistemi testati, riducendo il consumo di token del 95% rispetto a fornire l'intera cronologia conversazionale a un LLM.
Metriche e monitoraggio dell'inference
⬆ Torna suTracciare latenza, throughput, accuratezza e utilizzo delle risorse come segnali core della salute dell'inference. La latenza si divide in Time for First Token (TFFT) e Time Per Output Token (TPO). La formula per il ragionamento sull'esperienza utente è: Latenza = TFFT + TPO × (Numero di token generati). Il throughput può essere espresso come richieste per secondo o token per secondo.
La percezione umana di reattività favorisce il mantenimento del tempo al primo token sotto circa 200 millisecondi. Bisogna catturare i percentili P50, P95 e P99 per latenza e rate di token. Studi benchmark rivelano che la latenza di un modello 7B può scendere da 976 ms a batch size 1 a 126 ms a batch size 8. Batch eccessivamente grandi portano a ritorni decrescenti e potenziali timeout.
Considerazioni hardware e deployment
⬆ Torna suGPU forniscono un ampio ecosistema e tooling flessibile. TPU targettizzano il math tensoriale deep learning e possono produrre throughput superiore in alcuni workload. Il passaggio a mixed precision FP16 o bfloat16 guadagna speed-up 2x-3x e uso di memoria molto inferiore. LLaMA in float32 usava circa il doppio della memoria e correva circa il 30% più lento di bfloat16.
Il deployment edge si riferisce all'esecuzione di modelli su o vicino al dispositivo dove i dati sono generati. Processare dati più vicini alla loro origine riduce latenza, migliora il processamento real-time e riduce i costi di banda evitando frequenti trasferimenti dati cloud. Questo è particolarmente utile per IoT, sistemi autonomi e analytics real-time.
La gestione dell'inference AI ottimizzata su larga scala richiede un'infrastruttura containerizzata robusta. Soluzioni come Mirantis k0rdent AI offrono automazione, scalabilità e controllo sui workload AI con isolamento GPU multi-tenant, smart routing per data sovereignty e deployment self-service dei modelli.
Prospettive future
⬆ Torna suL'adozione di tecnologie IO ottiche avanzate rimodellerà l'architettura eterogenea dei sistemi AI. Con futuri IO ottici che forniranno banda a scala D2D e efficienza energetica inferiore a 1pJ/bit, disaggregare calcolo e memoria diventerà fattibile per raggiungere il prossimo livello di efficienza di sistema. Chip di calcolo con diversi FLOPs saranno interconnessi e accederanno a diversi dispositivi di memoria a livello di sistema.
Si prevede co-design tra agenti e hardware di serving attraverso adattamenti pre-training e post-training. I modelli saranno prima addestrati su infrastrutture su larga scala e poi distillati in varianti ottimizzate per inference efficiente. Si anticipa supporto per diversi set di precisioni aritmetiche per calcoli di prefill e decode: certi formati aritmetici potrebbero essere più adatti per prefill, mentre altri tipi aritmetici potrebbero essere vantaggiosi per decode.
Questo articolo è una sintesi basata esclusivamente sulle fonti elencate.
Implicazioni e scenari
⬆ Torna suLa transizione verso workload agentic impone una rilettura delle architetture di inference tradizionali, con la memoria che emerge come vincolo strutturale più che come limite temporaneo.
- Scenario 1: L'adozione di architetture disaggregate per prefill e decode potrebbe diventare prevalente, con acceleratori specializzati come Rubin CPX che già indicano questa direzione.
- Scenario 2: La crescita del contesto nei workflow agentic potrebbe rendere insufficienti le attuali soluzioni di KV cache, spingendo verso tecniche di compressione o streaming più aggressive.
- Scenario 3: Soluzioni di hot swapping come quelle di SambaNova potrebbero differenziarsi nel mercato se il multi-model serving diventerà standard per applicazioni complesse.
Cosa monitorare
⬆ Torna su- L'evoluzione delle metriche OI e CF come riferimento per il dimensionamento infrastrutturale.
- I progressi nella gestione della memory capacity wall nei prossimi cicli hardware.
- La diffusione di strategie di continuous batching nei framework di serving.
Nota editoriale: questa sezione propone una lettura analitica dei temi trattati, senza introdurre dati fattuali non presenti nelle fonti.
Fonti
⬆ Torna su- https://arxiv.org/html/2601.22001
- https://sambanova.ai/blog/solving-the-infrastructure-crisis-for-ai-inference-with-dataflow
- https://www.aiacceleratorinstitute.com/ai-agents-struggle-with-why-questions-a-memory-based-fix/
- https://www.mirantis.com/blog/what-is-ai-inference-a-guide-and-best-practices/
- https://www.redhat.com/en/blog/strategic-approach-ai-inference-performance
- https://www.clarifai.com/blog/llm-inference-optimization/
- https://inference.net/content/llm-inference-optimization
In breve
- inference
- vLLM
- SambaNova
- FlashAttention