Ludus Latrunculorum: il gioco di strategia dell'antica Roma
Analisi del Ludus Latrunculorum, un antico gioco da tavolo romano, basata sui ritrovamenti archeologici e sulle fonti letterarie pervenute.
Contenuto

- Il ritrovamento in Slovacchia e il contesto storico
- La scacchiera e i componenti di gioco
- Le regole ricostruite del Ludus Latrunculorum
- Il legame con la Petteia greca e altri giochi antichi
- Il ruolo sociale del gioco nell'antica Roma
- Altri giochi da tavolo nel mondo romano
- La rinascita contemporanea del gioco
- Fonti
Il Ludus Latrunculorum, o più semplicemente dei Latrunculi, era un gioco da tavolo in voga nell'antica Roma, forse una variante della petteia, un gioco praticato nell'Antica Grecia. Le sue regole complete non ci sono giunte tramite fonti dirette, ma gli studi archeologici e le menzioni nella letteratura antica permettono di avanzare alcune ricostruzioni credibili delle sue meccaniche di base. La documentazione indica che si trattava di un gioco di strategia per due giocatori, spesso paragonato per analogia ai moderni scacchi o alla dama.
Il ritrovamento in Slovacchia e il contesto storico
⬆ Torna suNel 2006, in una tomba di epoca romana venuta alla luce in Slovacchia, è stato rinvenuto uno dei giochi da tavolo meglio conservati in Europa. La tomba, risalente al 375 d.C., custodiva i resti di un aristocratico germanico. Il corredo funerario includeva una tavola di legno suddivisa in quadrati, accompagnata da pezzi di vetro bianchi e verdi. Gli studiosi ipotizzano che l'aristocratico fosse un mercenario assoldato dalle truppe romane, il che spiegherebbe la presenza del gioco, in uso presso i romani. Il ritrovamento conferma il contatto tra le tribù germaniche e le tradizioni ludiche romane. Il gioco rinvenuto potrebbe coincidere con il Latruncoli o Ludus latrunculorum, sebbene la sua meccanica completa sia ancora al vaglio degli esperti.
La scacchiera e i componenti di gioco
⬆ Torna suPer il Ludus Latrunculorum serviva semplicemente una scacchiera, detta tabula lusoria, e delle pedine. La tavola da gioco dei latruncoli era divisa probabilmente in 96 quadrati, tutti dello stesso colore. A volte i riquadri di gioco venivano incisi sugli scalini di edifici pubblici, come nel Foro Romano, per consentire di giocare durante le attese. Ai due estremi della scacchiera venivano schierati gli eserciti di pedine. Il numero esatto dei pezzi per partecipante non è certo: le ricostruzioni più accreditate ipotizzano dodici pedine, ma anche sedici o trenta. A queste pedine, chiamate calculi ("sassolini"), milites o "pedoni", va aggiunto un pezzo speciale, il dux o bellator, una sorta di "re".
Le regole ricostruite del Ludus Latrunculorum
⬆ Torna suNonostante il gioco dei Latrunculi appaia nei testi di autori come Ovidio, Seneca e Varrone, le sue regole non ci sono giunte per intero. Esistono però varie ricostruzioni possibili, frutto di studi iconografici e della comparazione con giochi simili. Tutti i pezzi sulla tabula lusoria potevano muoversi ortogonalmente (in orizzontale o verticale) per un numero di caselle a piacimento. Un miles o pedone veniva "mangiato" se affiancato dalle pedine dell'avversario su due lati opposti, ad esempio a destra e sinistra o in alto e in basso. Il dux o bellator, invece, veniva catturato se era accerchiato da tutti e quattro i lati. Per questo motivo era importante muovere sempre una pedina a copertura dell'altra, una strategia menzionata da Ovidio nei suoi Tristia. Le regole erano quindi semplici, ma la sfida consisteva nell'applicarle creando una strategia valida.
Il legame con la Petteia greca e altri giochi antichi
⬆ Torna suIl Ludus Latrunculorum derivava probabilmente da un passatempo di origini greche chiamato petteia. Il termine petteia deriva da πέσσος (pessos) che significa "pedina". Anche della Petteia abbiamo testimonianze frammentarie che permettono solo di intuire le regole. La variante latina, i Latrunculi, si differenziava da quella greca presumibilmente per poche regole. Il gioco presenta anche somiglianze concettuali con l'Hnefatafl vichingo, con la differenza fondamentale che, come negli scacchi moderni, il gioco era simmetrico, avendo i due contendenti lo stesso scopo: catturare il "re" avversario.
Il ruolo sociale del gioco nell'antica Roma
⬆ Torna suNell'antica Roma, il gioco era un'attività praticabile da tutti, donne e bambini di qualsiasi grado sociale, a differenza della Grecia antica dove era spesso riservato a persone di rango elevato. La passione per i giochi da tavolo, o tabulae lusoriae, superava persino le differenze religiose, coinvolgendo sia pagani che cristiani. Testimonianze di tabulae da gioco si trovano in luoghi pubblici come la Basilica Iulia nel Foro Romano, dove clienti e avvocati ammazzavano il tempo tra un'udienza e l'altra. Alcune tavole recano iscrizioni che riguardano la mutevole sorte del gioco o la bravura dei giocatori, mentre altre più tarde contengono allusioni a eventi storici o politici, o simboli religiosi.
Altri giochi da tavolo nel mondo romano
⬆ Torna suOltre al Ludus Latrunculorum, le fonti e gli scavi archeologici indicano l'esistenza di altre principali tabulae lusoriae nell'antica Roma. Il Terni Lapilli corrisponde al moderno tris, spesso giocato su griglie circolari. Il Tria, o Filetto, è un gioco che si pratica ancora oggi. Il Parvi foraminis ("buchette") era una variante che mixava il Filetto con il gioco delle biglie, utilizzando una tabula con file di concavità nelle quali i giocatori lanciavano palline di vetro. Il Duodecim scripta era una versione latina del backgammon, giocato con una scacchiera, 15 pedine per giocatore e tre dadi. Il Quadrati boves, invece, corrisponde all'Alquerque, un gioco di cattura di origini egizie che prevedeva mosse e prese simili a quelle della dama.
La rinascita contemporanea del gioco
⬆ Torna suNegli ultimi anni c'è stata una ripresa di interesse verso il Ludus Latrunculorum. Giocare come un antico romano è visto come un modo divertente per entrare in contatto con la cultura antica. Sono state prodotte edizioni su carta con regole adattate, e vari appassionati si sono costruiti la propria tabula lusoria. Non mancano inoltre applicazioni per smartphone che permettono di cimentarsi nel gioco su dispositivi digitali, dimostrando come questo antico passatempo continui a vivere in forme moderne.
Questo articolo è stato redatto esclusivamente sulla base delle fonti elencate, senza aggiunte speculative o informazioni esterne.
Fonti
⬆ Torna su- https://arte.sky.it/archivio/2018/01/scoperta-gioco-carte-antichi-romani
- https://www.greenious.it/ludus-latrunculorum-gioco-antica-roma/
- https://ilcantooscuro.wordpress.com/2020/03/30/giochi-da-tavolo-nellantica-roma/
- https://ludimus.it/blog/2018-01-13-non-tria-duas-est.html
In breve
- petteia
- latrunculorum
- scacchiera
- tabula