New Glenn: Blue Origin completa primo riutilizzo booster
Blue Origin completa il primo riutilizzo del booster New Glenn nella missione NG-3: impatti sulla competizione con SpaceX e il futuro dei lanci orbitali.
Contenuto

Scopri anche
Il 19 aprile 2026, alle 06:45 ora locale, un razzo New Glenn si è sollevato dalla rampa di lancio 36 di Cape Canaveral portando in orbita il satellite BlueBird 7. Niente di eccezionale, se non fosse che il primo stadio di quel lanciatore — alto circa 100 metri — aveva già volato una volta, a novembre 2025, verso Marte. Per Blue Origin, l'azienda spaziale di Jeff Bezos, è stata la dimostrazione definitiva: dopo anni di ritardo su SpaceX, ora può riutilizzare i propri booster orbitali.
Cosa è successo nella missione NG-3
Il booster, battezzato "Never Tell Me the Odds", aveva completato la missione NG-2 il 13 novembre 2025, inserendo le sonde NASA ESCAPADE in un'orbita di parcheggio per la traiettoria verso Marte. Per la missione NG-3, Blue Origin ha sottoposto il propulsore a un processo di ricondizionamento completo: tutti e 7 i motori BE-4 sono stati sostituiti e sono state introdotte modifiche tecniche non specificate.
Dopo il decollo, la separazione del primo stadio è avvenuta circa 3 minuti e mezzo nel volo. Il booster ha quindi eseguito la manovra di rientro, riaccendendo i motori per la discesa controllata, e atterrando su una nave drone nell'Oceano Atlantico. Blue Origin ha confermato l'esito con un post su X: "Booster atterrato!".
Il percorso verso il riutilizzo
La strada per arrivare a questo risultato non è stata lineare. Il primo tentativo di recupero del booster, nel gennaio 2025, era fallito: i motori non si erano riavviati durante la discesa. Solo a novembre 2025, al secondo tentativo, Blue Origin era riuscita ad atterrare il propulsore su una piattaforma oceanica.
La missione NG-3 rappresenta la terza prova operativa del New Glenn. Il primo stadio è progettato per 25 voli, un obiettivo ambizioso che avvicina il lanciatore alle ambizioni di longevità del Falcon 9 di SpaceX. La differenza sostanziale è che SpaceX ha accumulato anni di esperienza sui booster recuperati, mentre Blue Origin ha appena iniziato a raccogliere dati reali sull'usura e sulla ricondizionabilità dei propri stadi.
Il carico utile: BlueBird 7 e le telecomunicazioni
A bordo della missione NG-3 viaggiava il satellite BlueBird 7, sviluppato da AST SpaceMobile per la connessione internet diretta agli smartphone. L'antenna del satellite ha una superficie di 223 metri quadrati (secondo alcune indicazioni, oltre 200 metri quadrati), una dimensione significativa che riflette la complessità della missione.
La partnership tra Blue Origin e AST SpaceMobile si inserisce in un mercato delle telecomunicazioni satellitari in rapida evoluzione, dove la competizione con Starlink di SpaceX è diretta. La capacità di offrire lanci a costi ridotti grazie al riutilizzo dei booster potrebbe diventare un fattore determinante per attrarre clienti commerciali.
Implicazioni per il mercato dei lanci orbitali
Il successo del riutilizzo del booster New Glenn ha un significato chiaro: Blue Origin diventa un competitor credibile nel segmento dei lanci pesanti. Fino a oggi, SpaceX ha mantenuto una posizione dominante grazie alla capacità di far volare i Falcon 9 decine di volte, abbattendo i costi per kilogrammo in orbita. Ora Blue Origin ha dimostrato di poter replicare quel modello, almeno in linea di principio.
Resta da vedere quanto efficiente sarà il processo di ricondizionamento. Per la missione NG-3, la sostituzione di tutti i motori BE-4 suggerisce che la riutilizzabilità è ancora nella fase iniziale, con margini di ottimizzazione da esplorare. SpaceX, per confronto, ha progressivamente ridotto le operazioni necessarie tra un volo e l'altro, arrivando a intervalli di poche settimane per alcuni booster.
La competizione con SpaceX: dove siamo
Blue Origin ha accumulato un ritardo significativo rispetto a SpaceX nello sviluppo della riusabilità orbitale. Mentre il Falcon 9 ha completato centinaia di voli con booster recuperati, il New Glenn ha al suo attivo solo 2 missioni completate con successo nel 2025, più questa NG-3 nel 2026. La differenza di scala è sostanziale.
Tuttavia, il mercato dei lanci orbitali ha bisogno di alternative. La dipendenza da un singolo operatore presenta rischi per i clienti commerciali e per le agenzie governative. La dimostrazione di capability di riutilizzo da parte di Blue Origin potrebbe incentivare una diversificazione delle strategie di lancio, especially per missioni critiche o sensibili.
Domande frequenti
- Quante volte può volare il booster di New Glenn?
- Il primo stadio di New Glenn è progettato per 25 voli, secondo le specifiche di Blue Origin.
- Quanto è alto il razzo New Glenn?
- Le fonti riportano altezze di 98 metri o circa 100 metri. La differenza dipende dalle convenzioni di misura adottate.
- Qual era il carico utile della missione NG-3?
- Il satellite BlueBird 7 di AST SpaceMobile, progettato per offrire connessione internet diretta agli smartphone tramite un'antenna di 223 metri quadrati.
Questo articolo è una sintesi basata esclusivamente sulle fonti elencate.
Implicazioni e scenari
Il primo riutilizzo del booster New Glenn segnala che Blue Origin può competere con SpaceX sul terreno della riusabilità, ma la sostituzione di tutti e 7 i motori BE-4 indica un ricondizionamento ancora oneroso. La vera prova sarà ridurre tempo e costi tra un volo e l'altro, come ha fatto SpaceX con Falcon 9 nel corso di anni.
Il mercato dei lanci pesanti guadagna un'alternativa credibile, riducendo la dipendenza da un singolo operatore. Per clienti governativi e commerciali, la possibilità di scelta ha valore strategico anche se i costi non sono ancora competitivi.
Cosa monitorare
- Tempi di ricondizionamento: se rimangono lunghi, il vantaggio economico del riutilizzo si annulla
- Numero di voli per ciascun booster: l'obiettivo è 25, ma non esistono ancora dati sull'usura reale
- Contratti futuri: la partnership con AST SpaceMobile è un inizio, altri clienti seguiranno solo se i costi scenderanno
Fonti
- https://tg24.sky.it/scienze/2026/04/19/spazio-bezos-lancio-oggi-razzo-new-glenn
- https://www.reuters.com/business/media-telecom/blue-origin-says-it-has-landed-reused-new-glenn-rocket-booster-2026-04-19/
- https://www.meteoweb.eu/2026/04/new-glenn-di-blue-origin-sfida-la-gravita-completato-il-test-per-il-primo-storico-riutilizzo/1001923246/
- https://www.meteoweb.eu/2026/04/spazio-missione-compiuta-per-blue-origin-lanciato-il-razzo-new-glenn-recuperato-il-booster-video/1001924029/
- https://www.sbircialanotizia.it/articoli/2026/04/newglenn-b7q4m/