Apple stringe partnership con Google per potenziare Siri con Gemini AI

Apple versa circa un miliardo di dollari l'anno a Google per integrare i modelli Gemini nella nuova versione di Siri, prevista per il 2026. L'accordo segue le…

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Apple affida a Google il motore AI della nuova Siri: l'accordo da un miliardo di dollari

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Apple ha siglato una partnership pluriennale con Google per integrare i modelli di intelligenza artificiale Gemini nei propri prodotti, a partire da una versione completamente rinnovata di Siri. L'accordo prevede un pagamento di circa un miliardo di dollari l'anno da parte di Apple per la licenza della tecnologia di Mountain View, secondo quanto riportato da Bloomberg. La nuova versione dell'assistente vocale sarà presentata nella seconda metà di febbraio e resa disponibile a giugno con iOS 26.4.

I termini dell'accordo tra Apple e Google

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L'annuncio ufficiale, arrivato il 12 gennaio, conferma che "la prossima generazione degli Apple Foundation Models sarà basata sui modelli Gemini e sulla tecnologia cloud di Google". I modelli contribuiranno a potenziare le future funzionalità di Apple Intelligence, inclusa una versione più personalizzata di Siri. Google realizzerà una versione ad hoc del modello per Apple, descritta dalle fonti come un sistema da 1200 miliardi di parametri, superiore rispetto a quello da 1000 miliardi che Google dovrebbe lanciare nel 2027.

La collaborazione rappresenta una svolta strategica per Apple, che ha valutato diverse opzioni prima di scegliere Google. Secondo quanto riportato dai media, l'azienda ha considerato una partnership con Anthropic, scartata perché ritenuta troppo costosa, e con OpenAI. Quest'ultima opzione si è rivelata complessa sia per la tendenza di OpenAI ad assumere ingegneri provenienti da Apple, sia per il coinvolgimento del designer Jony Ive nello sviluppo di nuovo hardware con Sam Altman.

Le difficoltà interne di Apple nello sviluppo dell'IA

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La decisione di affidarsi a Google riflette le difficoltà che Apple ha incontrato nel tenere il passo con i concorrenti nel campo dell'intelligenza artificiale generativa. I ritardi accumulati nel mantenere le promesse fatte durante la WWDC del 2024, dove era stata mostrata una Siri in grado di comprendere il contesto personale dell'utente, sono evidenti. Inizialmente previsto per la primavera del 2025, il lancio di queste funzionalità è stato posticipato al 2026.

Secondo The Information, Apple è stata generalmente più conservativa nella spesa per l'infrastruttura rispetto a rivali come Google, Microsoft e Amazon, che stanno effettuando investimenti massicci per soddisfare la domanda di AI. Le funzionalità AI di Apple finora non hanno riscosso particolare successo, con solo il 10% della capacità del Private Cloud Compute utilizzata in media. La spesa di Apple in ricerca e sviluppo è rimasta stabile intorno all'8% delle entrate, mentre altri giganti tecnologici hanno accelerato in modo esponenziale.

I cambiamenti organizzativi e le scelte strategiche

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I problemi nello sviluppo interno hanno portato a importanti cambiamenti ai vertici. John Giannandrea, ex responsabile AI dell'azienda, è stato di fatto messo da parte dal progetto di sviluppo di Siri e lascerà Apple nei prossimi mesi. I suoi progetti sono stati ridimensionati in favore del rilancio di Siri con Gemini. Tra le iniziative accantonate rientravano una nuova versione del browser Safari potenziata dall'IA e World Knowledge Answers, un'alternativa a ChatGPT basata su modelli sviluppati internamente.

Ruoming Pang, responsabile dello sviluppo dei modelli di AI, ha lasciato l'azienda a luglio per passare a Meta. Mike Rockwell, responsabile di Siri, aveva inizialmente definito le indiscrezioni su una possibile collaborazione con fornitori esterni come "una stronzata", secondo fonti di Bloomberg. Nei mesi successivi, però, i problemi di Apple nel settore sono continuati, portando alla decisione finale di stringere l'accordo con Google.

Caratteristiche tecniche della nuova Siri

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La nuova versione di Siri che debutterà a febbraio non sarà una semplice evoluzione, ma un assistente dotato di capacità di intelligenza artificiale generativa avanzate. La vera novità sarà la capacità di accedere ai dati personali dell'utente e ai contenuti visualizzati sullo schermo per portare a termine compiti pratici. Siri potrà rispondere a domande attingendo a informazioni presenti in Mail, Messaggi e altre app native, riassumere le email di un certo mittente o trovare un documento menzionato in una conversazione.

Il modello sarà noto internamente come Apple Foundation Models version 11, con prestazioni in linea con Gemini 3. La versione successiva, quella legata a iOS 27, sarà un salto qualitativo ancora più grande: un assistente "significativamente più capace", in grado di sostenere conversazioni fluide e articolate, in modo simile all'interazione con ChatGPT.

Infrastruttura cloud e gestione dei dati

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Inizialmente i modelli saranno eseguiti sul sistema Private Cloud Compute di Apple, garantendo che i dati degli utenti restino separati dall'infrastruttura di Google. L'annuncio originale della partnership specificava che Apple Intelligence avrebbe "continuato a funzionare sui dispositivi Apple e su Private Cloud Compute", senza chiarire se la nuova Siri avrebbe funzionato sui server Google. Un report più recente di The Information suggerisce che Siri potrebbe operare direttamente sui server di Google in futuro.

Le due aziende stanno discutendo dell'opportunità di utilizzare i Tensor Processing Units (TPU), i chip di Google per lo sviluppo e il funzionamento dei modelli AI, considerati da alcuni un'alternativa ai prodotti di Nvidia. La stessa Apple sta lavorando anche a nuovi server proprietari pensati per le AI.

Implicazioni competitive e antitrust

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L'accordo rappresenta un colpo per OpenAI, il cui chatbot ChatGPT è già integrato nell'offerta di Apple Intelligence. Gene Munster di Deepwater Asset Management ha osservato che per Apple non avrebbe molto senso mantenere due grandi modelli linguistici affiancati, suggerendo che l'azienda potrebbe consolidare le partnership a favore di Google. Elon Musk ha espresso preoccupazione sui social media, affermando che l'accordo rappresenta una concentrazione di potere per Google, considerando che controlla già Android e Chrome.

L'avvicinamento a Google è stato favorito anche da fattori legali. Un giudice statunitense ha stabilito che l'accordo sulla ricerca online tra le due aziende non dovrà essere sciolto, rendendo meno rischioso estendere la collaborazione in altri settori. Google versa già ad Apple circa 20 miliardi di dollari l'anno per essere il motore di ricerca predefinito su Safari.

Questo articolo è una sintesi basata esclusivamente sulle fonti elencate.

Implicazioni e scenari

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La partnership tra Apple e Google ridisegna gli equilibri nel settore dell'assistenza vocale e dell'intelligenza artificiale mobile, con conseguenze che potrebbero estendersi oltre il singo prodotto.

  • Scenario 1: Siri potrebbe consolidarsi come assistente dominante su iOS, ridimensionando il ruolo di ChatGPT attualmente integrato in Apple Intelligence.
  • Scenario 2: La dipendenza tecnologica da Google potrebbe aumentare, considerando anche l'accordo esistente sul motore di ricerca predefinito in Safari.
  • Scenario 3: Le autorità antitrust potrebbero monitorare con maggiore attenzione la concentrazione di potere tra le due aziende, come già evidenziato da alcune voci critiche.

Cosa monitorare

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  • L'effettiva migrazione dei dati utente verso i server Google e le implicazioni per la privacy.
  • Lo sviluppo dei server proprietari Apple come alternativa alle TPU di Google.
  • Le reazioni del mercato e dei concorrenti, in particolare OpenAI e Meta.

Nota editoriale: questa sezione propone una lettura analitica dei temi trattati, senza introdurre dati fattuali non presenti nelle fonti.

Fonti

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In breve

  • apple
  • gemini
  • google
  • llm

Link utili

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