DeepSeek: la sfida cinese all'egemonia USA nell'intelligenza artificiale

Analisi della competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti nel campo dell'IA, con focus sul modello DeepSeek e le strategie dei due paesi.

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Il piano strategico della Cina

⬆ Torna su La Cina aveva definito obiettivi precisi nel campo dell'intelligenza artificiale attraverso il piano Made in China. Entro il 2020, il paese avrebbe dovuto raggiungere Stati Uniti e Canada, nazione pioniera del deep learning, per poi diventare leader assoluto del settore nel 2030. Una scadenza intermedia era fissata al 2025: l'intelligenza artificiale sviluppata dai ricercatori cinesi avrebbe dovuto raggiungere livelli di eccellenza e conquistare breakthrough tecnologici. Come ha spiegato Andrew Ng, pioniere dell'IA che ha lavorato a lungo in Cina per colossi come Baidu, "quando il governo di Pechino annuncia un piano ambizioso, le implicazioni per il paese e la sua economia sono molto significative".

Investimenti e sanzioni

⬆ Torna su Coerentemente con questi obiettivi, la Cina ha investito enormi quantità di denaro per raggiungere i suoi traguardi. Negli ultimi dieci anni, sono stati finanziati settori strategici e tecnologicamente avanzati, a partire proprio dall'intelligenza artificiale, con circa 900 miliardi di dollari. Tuttavia, le sanzioni statunitensi hanno rappresentato un ostacolo significativo. Queste misure impediscono che i chip più avanzati raggiungano i laboratori informatici di Pechino e Shenzhen, con l'obiettivo dichiarato di assicurarsi che la Cina mancasse gli obiettivi prefissati.

La risposta cinese con DeepSeek

⬆ Torna su Con l'arrivo del 2025, la Cina ha presentato i modelli linguistici sviluppati da DeepSeek, dimostrando di saper raggiungere entro i tempi previsti le promesse tecnologiche. Questo evento è stato definito come il "momento Sputnik" del nostro secolo da Marc Andreessen. La startup cinese DeepSeek, fondata nel 2023, in appena due anni è riuscita a sconvolgere un settore che fino a poco prima era monopolizzato dagli Stati Uniti. Il lancio dell'IA "Made in China" ha avuto un impatto immediato sui mercati americani: il titolo di Nvidia ha perso circa 589 miliardi di dollari il giorno della presentazione.

Dubbi e controversie tecniche

⬆ Torna su Sono state sollevate alcune perplessità su DeepSeek. Yann LeCun, responsabile per l'intelligenza artificiale di Meta, ha sostenuto che i modelli della startup cinese siano basati su Llama, il sistema open source proprio di Meta. Altri hanno messo in dubbio che DeepSeek abbia speso solo 6 milioni di dollari per l'addestramento di un modello in grado di rivaleggiare con quelli di OpenAI. È stata anche contestata l'affermazione, contenuta nel paper di presentazione del modello V3, di aver utilizzato solo 2mila GPU di Nvidia del modello meno avanzato H800. Questa contestazione si basa sul fatto che DeepSeek avrebbe in magazzino decine di migliaia di GPU, incluso il più potente modello H100, acquistato prima delle sanzioni.

Implicazioni energetiche e economiche

⬆ Torna su Se le affermazioni di DeepSeek fossero confermate, i costi per l'addestramento dei suoi modelli sarebbero stati 1/50 di quelli necessari per i più recenti large language model occidentali. La startup avrebbe utilizzato poche migliaia di GPU dalle prestazioni ridotte, mentre OpenAI e altri impiegano decine di migliaia delle più potenti. DeepSeek rappresenta quindi un potenziale rovesciamento della "legge di scala" che postula la necessità di costruire modelli sempre più grandi, alimentati da potere computazionale crescente. Meta e Microsoft hanno annunciato che, nel corso del 2025, spenderanno rispettivamente 65 e 80 miliardi di dollari per sviluppare e addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Il contesto competitivo globale

⬆ Torna su La corsa all'intelligenza artificiale tra Stati Uniti e Cina si configura sempre più come una "guerra fredda tecnologica". Washington e le grandi aziende della Silicon Valley guidano la ricerca globale, mentre Pechino accelera con una strategia statale centralizzata. Gli Stati Uniti mantengono un vantaggio strutturale nei semiconduttori avanzati e nel supercalcolo. Il supercomputer Frontier ha inaugurato l'era exascale e gli USA contano in esclusiva su tre sistemi exascala certificati dal TOP500. Nel settore dei chip, i processori GPU statunitensi dominano il mercato IA. Per questo Washington ha imposto severe restrizioni all'export di chip AI e software EDA verso la Cina, colpendo produttori come TSMC e Synopsys.

Strategie di investimento a confronto

⬆ Torna su Gli Stati Uniti dominano gli investimenti privati in IA: nel 2024 il settore statunitense ha raccolto circa 109,1 miliardi di dollari, quasi 12 volte quelli della Cina (9,3 miliardi) nello stesso periodo. Complessivamente, gli USA hanno investito nel decennio 2013-2022 quasi 250 miliardi nel settore AI. La Cina segue un approccio misto con fortissima mobilitazione pubblica e privata. La strategia nazionale AI2030 prevede spese pubbliche straordinarie e piani per 50 laboratori di deep learning e NLP da finanziare con oltre 30 milioni di dollari ciascuno.

Prospettive future

⬆ Torna su La competizione si estende oltre gli aspetti tecnologici, investendo ambiti trasversali come geopolitica, economia e difesa. Gli Stati Uniti considerano l'IA un elemento chiave della propria supremazia tecnologica e usano il potere normativo per contenerne l'ascesa cinese. Parallelamente, la Cina sfrutta la sua iniziativa "Belt and Road" per proiettare influenza tecnologica attraverso la Strada Digitale della Seta, che investe in infrastrutture 5G, data center, IA e smart city in decine di paesi.

Questo articolo è stato redatto esclusivamente sulla base delle fonti elencate, senza aggiunte speculative o informazioni esterne.

Fonti

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In breve

  • cina
  • usa
  • ia
  • investimenti

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