AGCOM pronta a segnalare alla UE l'AI Mode di Google per il rischio al pluralismo informativo

L'Autorità italiana comunica l'intenzione di inoltrare una segnalazione formale alla Commissione europea sulla modalità di ricerca con intelligenza artificiale…

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AGCOM pronta a segnalare alla UE l'AI Mode di Google per il rischio al pluralismo informativo

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AGCOM pronta a segnalare alla UE l'AI Mode di Google per il rischio al pluralismo informativo

AGCOM annuncia la segnalazione alla Commissione europea su AI Mode di Google

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L'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha comunicato l'intenzione di inviare una segnalazione formale alla Commissione europea riguardante AI Mode di Google. L'annuncio è arrivato dal presidente Giacomo Lasorella durante il convegno "Epistemia, conoscenza, AI e società" organizzato dall'Università La Sapienza di Roma il 18 febbraio 2026. La decisione riguarda la funzionalità di ricerca basata su intelligenza artificiale che, secondo l'autorità, potrebbe ostacolare il diritto di accesso all'informazione e causare una riduzione del traffico verso i siti dei giornali.

La segnalazione nasce dalle preoccupazioni espresse dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), che quattro mesi prima aveva presentato un formale reclamo all'AGCOM sostenendo che AI Overview e AI Mode violerebbero il Digital Services Act (DSA). Le due funzionalità, disponibili in Italia rispettivamente da marzo e ottobre 2025, permettono di ottenere riassunti automatici delle notizie direttamente nel motore di ricerca, riducendo la necessità per gli utenti di visitare i siti web originali.

Il funzionamento di AI Mode e l'impatto sulla navigazione

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Google ha introdotto questa tecnologia inizialmente come Search Generative Experience nel 2024, per poi lanciarla ufficialmente in Italia nel marzo 2025 con AI Overview e successivamente con la versione più avanzata AI Mode. Quest'ultima permette una ricerca conversazionale avanzata: la domanda dell'utente viene scomposta in sotto-domande simultanee che esplorano il web da più angolazioni, mentre i collegamenti alle fonti vengono spostati in una colonna laterale. La parte centrale della pagina mostra una risposta già elaborata che spesso rende superfluo cliccare sui link originali.

Il commissario AGCOM Massimiliano Capitanio ha descritto la trasformazione da motore di ricerca a motore di risposta, sottolineando come da questo cambiamento sia derivato un calo degli introiti pubblicitari e del traffico di almeno il 15% dall'ingresso del sistema. Secondo alcune stime citate nella denuncia degli editori europei, AI Overview sarebbe responsabile di cali del traffico di circa il 30%.

Le posizioni di AGCOM e il quadro normativo

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Lasorella ha dichiarato che sull'AI Mode di Google l'autorità sta per fare una segnalazione alla Commissione europea, definendola un caso evidente di impatto sull'informazione. Ha citato il rischio di compressione della libertà informativa e del diritto dei cittadini di accedere a più fonti di informazioni sancito dall'articolo 3 dell'European Freedom Act. L'autorità tedesca aveva già mosso passi analoghi in questa direzione.

Tuttavia, la richiesta di intervento all'UE non è ancora ufficiale. I commissari Laura Aria, Massimiliano Capitanio e Antonello Giacomelli hanno specificato che le parole del presidente Lasorella sono state male interpretate perché, allo stato attuale, AGCOM non ha adottato alcun provvedimento. L'iter è ancora nella fase istruttoria e presumibilmente approderà in consiglio nelle prossime sedute, con il consiglio del 26 febbraio 2026 come data indicativa per una possibile decisione.

La risposta di Google e la difesa della piattaforma

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Diego Ciulli, responsabile Government Affairs di Google Italia, presente al convegno romano, ha respinto le accuse sostenendo che AI Overview e AI Mode rappresentano una naturale evoluzione del motore di ricerca. Secondo il dirigente, queste funzionalità migliorano il modo precedente di fare ricerca senza compromettere l'accesso all'informazione, e sarebbe preoccupante se le persone smettessero di leggere i giornali a causa dell'IA.

Google sostiene che le persone cercano di più da quando esistono AI Overview e AI Mode, quindi ci sarebbe più traffico fuori dalla piattaforma. L'azienda ha affermato che tali strumenti hanno incrementato l'interesse per le ricerche e, in alcuni casi, il tempo dedicato all'analisi delle fonti, contraddicendo le preoccupazioni degli editori. Ciulli ha confermato la disponibilità dell'azienda a collaborare con autorità ed editori per affrontare le criticità segnalate e a fornire dati sulle modalità di utilizzo delle nuove funzioni.

L'azione degli editori europei

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Una segnalazione formale è arrivata anche dall'European Publishers Council, che riunisce i rappresentanti di diversi editori europei tra cui il gruppo italiano Gedi. L'organizzazione sostiene che Google sfrutta i contenuti giornalistici degli editori senza autorizzazione, senza meccanismi di opt-out efficaci e senza un equo compenso, sottraendo traffico, pubblico e ricavi ai giornali online.

Christian Van Thillo, presidente del Consiglio europeo degli editori, ha dichiarato che le panoramiche AI e la modalità AI di Google minano il patto economico che ha sostenuto il web aperto, aggiungendo che se queste pratiche continueranno, il danno sarà strutturale e irreversibile. La Federazione Italiana Editori Giornali ha definito Google un "traffic killer" che sottrae lettori e ricavi alle testate, chiedendo che la Commissione europea apra un procedimento formale ai sensi del Digital Services Act.

L'indagine antitrust della Commissione europea

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A dicembre 2025 la Commissione europea ha avviato un'indagine antitrust per accertare se Google abbia violato le norme utilizzando i contenuti degli editori per finalità di intelligenza artificiale con condizioni contrattuali sleali, oppure ottenendo un accesso privilegiato ai materiali. L'indagine procede parallelamente alle valutazioni di AGCOM e coinvolge i coordinatori nazionali dei servizi digitali.

Il Digital Services Act introduce obblighi di trasparenza e misure di gestione del rischio per le piattaforme online, elementi considerati pertinenti per la valutazione del fenomeno. I dati di utilizzo e le modalità di generazione dei riassunti saranno elementi chiave per le verifiche successive, con particolare attenzione ai criteri di trasparenza dei processi di sintesi automatica e alla tracciabilità delle fonti usate dai sistemi.

Le preoccupazioni per il pluralismo informativo

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Il nodo centrale della questione è il rischio per il pluralismo informativo, inteso come la capacità dei cittadini di accedere a più fonti di notizie. L'effetto della sintesi automatica proposta in cima ai risultati di ricerca potrebbe ridurre i clic verso i siti delle testate, traducendosi in minore visibilità e ricavi per gli editori. Nel mercato informativo la posizione nei risultati di ricerca determina traffico e monetizzazione.

La vicepresidente della Camera Anna Ascani ha sollevato il tema dell'illusione di conoscenza generata dall'IA, che impatta sulla formazione dell'opinione pubblica e sulla democrazia stessa. Il fenomeno definito "epistemia" descrive la sensazione di sapere tutto perché una macchina ha consegnato una risposta, senza essersi mai confrontati con il ragionamento, le sfumature e le fonti contraddittorie che rendono l'informazione degna di fiducia.

Un ulteriore elemento di critica riguarda la responsabilità: quando l'AI sintetizza male o seleziona in modo distorto, non c'è una firma, non c'è un direttore responsabile, non c'è un obbligo di rettifica tipico invece di un giornale. Le autorità hanno indicato che saranno esaminate le procedure di controllo interno delle piattaforme e le misure di mitigazione adottate per ridurre i rischi segnalati.

Gli sviluppi procedurali attesi

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Dal punto di vista procedurale, una segnalazione formale di AGCOM alla Commissione europea aprirebbe una valutazione a livello comunitario. Il processo coinvolgerebbe i coordinatori nazionali dei servizi digitali e potrebbe tradursi in un'istruttoria congiunta. Tra gli esiti possibili figurano raccomandazioni per modifiche operative alle piattaforme o prescrizioni specifiche per la trasparenza degli algoritmi.

Parallelamente, il confronto istituzionale potrebbe stimolare negoziazioni tra piattaforme e editori per soluzioni commerciali o tecniche finalizzate a tutelare la visibilità delle testate senza ostacolare l'innovazione. Alcuni membri dell'autorità hanno criticato l'annuncio pubblico privo di un passaggio completo in Consiglio, richiamando la necessità di una istruttoria documentata che sostenga azioni rilevanti. Sono state richieste copie dei pareri tecnici e dei verbali che hanno motivato l'annuncio, oltre a ulteriori dati a Google e agli editori coinvolti.

Questo articolo è una sintesi basata esclusivamente sulle fonti elencate.

Implicazioni e scenari

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La decisione di AGCOM di segnalare AI Mode alle autorità europee potrebbe accelerare un confronto già in corso tra regolatori, piattaforme ed editori. L'indagine antitrust della Commissione europea, avviata parallelamente, suggerisce una coordinazione crescente tra Stati membri su temi legati alla trasparenza algoritmica e alla tutela dei contenuti editoriali.

  • Scenario 1: la segnalazione formale porta a raccomandazioni UE per modificare la posizione dei link alle fonti, ripristinando parte della visibilità delle testate giornalistiche.
  • Scenario 2: le negoziazioni tra Google e gli editori si intensificano, con possibili accordi commerciali o tecnici per compensare la riduzione del traffico.
  • Scenario 3: l'iter procedurale si prolunga, lasciando la questione in una fase di studio senza interventi immediati sulle funzionalità esistenti.

Cosa monitorare

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  • L'esito della seduta del consiglio AGCOM del 26 febbraio 2026.
  • Gli sviluppi dell'indagine antitrust europea sulle condizioni contrattuali di Google.
  • Eventuali modifiche tecniche alla posizione dei link nelle interfacce di ricerca.

Nota editoriale: questa sezione propone una lettura analitica dei temi trattati, senza introdurre dati fattuali non presenti nelle fonti.

Fonti

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In breve

  • google
  • ai
  • enterprise
  • data

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